Manovra economica: luci e ombre

Qualunque manova che può apparire positiva, si trasforma in nuove tasse per i poveri. L’Italia è una nazione con sempre maggiori disuguaglianze fra i cittadini e i poveri divengono sempre più poveri. Gli italiani hanno sempre più sfiducia nei confronti di questo Governo che ogni giorno ne inventa una nuova.

Il Governo ha presentato il ddl S2111 (stabilità 2016), per continuare nella distruzione dell’economia italiana.
I tagli sull’acquisto di beni e servizi della Pubblica Amministrazione, fanno aumentare i disoccupati, ora arrivati a sei milioni. Anche le continue modifiche alle stesse leggi sono un metodo sicuro. Lo sa bene la filiera del taglio Napolitano/ Berlusconi/ Monti/ Letta/ Renzi/ Pd/ Mattarella. Gli italiani non ne possono più.

Tutti i trattamenti di favore concessi a chi lavora, si tramutano in maggiori oneri che devono affrontare coloro che non hanno neanche un lavoro e le odiose clausole di salvaguardia dell’articolo 3. Le agevolazioni fiscali e gli sgravi contributivi sono un’erogazione di denaro pubblico, sono mance per accattivarsi i voti nelle elezioni, sono insomma potenti mezzi di corruzione provenienti dal Governo. Le imposte sul risparmio privato già aumentate al 26% garantiscono la distruzione della fiducia. Gli italiani ce la mettono tutta per fare quadrare il bilancio, ma ci sono sempre delle novità che non fanno che aumentare la loro sfiducia nei confronti dello Stato.

La finanza, invece, è la linfa che crea i posti di lavoro. Gli imprenditori e i professionisti, che producono il reddito, sono l’unica fonte di risorse per lo Stato. Essi devono essere sollevati da tutte le punizioni, volute dal potere del governo, origine di ricatti, omertà e corruzioni. E’ sufficiente un solo provvedimento liberatorio con questo contenuto.

I pubblici amministratori non possono ricoprire la stessa carica per più di 2 mandati.
Per tutte le cariche politiche nazionali, regionali e amministrative, il sistema elettorale è proporzionale.
I sindaci e i presidenti di enti e amministrazioni pubbliche, sono scelti dai consigli.
I dipendenti pubblici sono assunti solo con contratto di lavoro a termine.
Sono ammessi i pagamenti in contanti per qualsiasi cifra.

Nell’unico contratto di lavoro i singoli scelgono liberamente le clausole.
Sono abrogate le leggi che: Infliggono sanzioni amministrative e penali nelle materie: fiscale, ambientale, di sicurezza e della concorrenza, limitano la libertà di costruire infrastrutture, concedono agevolazioni alle imprese, alle professioni, alle persone fisiche e agli enti, a carico dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e di qualunque altro Ente, siano esse di carattere tributario, previdenziale o contributivo.
Alle persone fisiche, di cittadinanza italiana, è riconosciuto il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione dei redditi.

In tutte le società, la responsabilità dei soci è limitata.
Non sono imponibili le perdite e gli utili ottenuti con titoli trattati in borsa.
I rifiuti devono essere smaltiti tramite inceneritori.
Nelle cooperative i consiglieri non possono ricoprire la carica per più di un mandato.
Le cooperative che controllano una società di capitali, si trasformano in SPA.

Il Governo gioca pesante per fare cassa

Nella nuova Legge di Stabilità il governo ha inserito il bando per 22 mila sale giochi. La parola “scommesse” trova spazio solo sulle agenzie di stampa, e annega nelle cronache, fino a scomparire. Quanto al termine specifico, “azzardo”, sembra essere diventato inesistente.
Si vuole usare il termine di GIOCO per parlare di gioco d’azzardo.
Ma l’azzardo non è mai un gioco, avvelena, massacra e usura la vita di persone, famiglie e imprese.
Eppure la notizia era stata in qualche modo anticipata. Gli inquirenti antimafia calabresi, nel luglio scorso, avevano portato alla luce i piani con cui i capi della ’ndrangheta, già presenti nel settore, come altri malavitosi d’ogni affiliazione , pregustavano un prossimo bando statale, preparandosi a occupare un altro pezzo di “azzardo legale”.

I danni dell’azzardo sono visibili, sempre di più, e in modo sempre più duro e triste. I media e la buro-politica hanno il potere di dire basta.
Che razza di Stato è quello che premia al Quirinale l’uomo che più combatte i giochi d’azzardo e subito dopo spalanca la porta a 22.000 nuovi «punti gioco» destinati a rovinare altre centinaia di migliaia di italiani ?
«Basta, basta, basta! Non ne possiamo più di queste ipocrisie!», tuona don Luigi Ciotti e ha ragione; serve urgentemente una regolamentazione del settore per ridurre il gioco e combattere l’illegalità». Due anni fa’ Matteo Renzi firmò’ la proposta di legge di iniziativa popolare dell’Idv contro lo «Stato biscazziere». Bacchettò i parlamentari pd che avevano votato un emendamento che puniva i Comuni i quali, frenando il dilagare delle slot machine, avevano rinunciato agli incassi del gioco d’azzardo.

Don Ciotti dice di no: «È inaccettabile che di qua si denunci la crescita delle ludopatie e di là si continui a spingere il gioco. È una ipocrisia. E lo sanno». Il primo a dargli ragione, per paradosso, è il sito del ministero della Salute dove si legge, testuale: «La ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse». Di più: «La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio».

Gli italiani, che giocavano 4 miliardi nel 2000, ne hanno giocati l’anno scorso «legalmente» 84,5. Vale a dire oltre un decimo della spesa complessiva delle famiglie, pari a circa 800 miliardi. E va già un po’ meglio che nel 2012, quando la crisi spinse i giocatori a puntare quattro miliardi in più.
E’ un controsenso pensare che le campagne pubblicitarie che dissuadono dalla dipendenza dal gioco ci martellano ogni giorno e poi si utilizzano queste attività per pareggiare i conti economici.
Porta alla perdita del lavoro, al divorzio, al suicidio, all’alcolismo e alla dipendenza da droghe, senza togliere la violenza sulle compagne e sui figli. La disperazione per la perdita dei soldi giocati porta l’individuo a derubare la propria famiglia.