OptionWeb Recensione

OptionWeb (clicca qui) è una società facente capo alla Lionsman Capital Markets e può vantarsi di essere:

  • il primo broker operante nel trading di opzioni binarie ad aver ricevuto la licenza CySEC (numero 175/12) e tra i pochi che lavorano rispettando la direttiva MiFID dell’Unione Europea;
  • una società che opera in Italia con l’autorizzazione della CONSOB;
  • offre ai propri clienti la garanzia della regolare supervisione delle autorità regolamentatrici del mercato e del rispetto degli standard e delle normative vigenti.

Dettagli

Sede: Cipro

Licenze e autorizzazioni conseguite: MiFID, CySEC, CONSOB e di altri 29 anti nazionali in Europa

Deposito minimo: 200 dollari o euro

Trade minimo: 5 euro

Rimborso: dallo 0% al 15%

Opzioni temporali del trading: a 60/90 secondi, a 2/5 minuti, opzioni Builder, One touch, Ladder e Pair

Rendimenti: medio 88%, massimo 650% (per le opzioni One Touch)

Assistenza Clienti: 5/7 giorni a settimana, le richieste di assistenza dei clienti possono arrivare tramite live chat, telefono ed email.

Vantaggi

Piattaforma che non richiede lo scaricamento di alcun software, opera completamente in internet, facile e veloce

Perfetta per tutti i trader, dai principianti ai professionisti

Ordini eseguiti istantaneamente

Live trading

Design ottimizzato per garantire una perfetta esperienza di trading

Caratteristiche trading

Depositi sicuri: i fondi dei clienti vengono custoditi in conti segregati per garantirne la sicurezza

Trade a breve termine: possibilità di operare a 60/90 secondi e a 2/5 minuti

Offerta asset: possibile scegliere tra più di 180 asset, tra i più conosciuti

Prelievi: semplici e veloci, si possono effettuare dalle 24 ore ai due giorni lavorativi

Rimborso primi due trade: nel caso i primi due trade chiudessero out of money, il cliente riceve un rimborso in contanti, completamente prelevabile

Funzioni: possibilità di raddoppiare l’investimento, estendere la scadenza e addirittura di vendere la tua posizione prima del termine di scadenza

Formazione

La “OptionWeb school” offre la possibilità di formarsi sul mondo del trading di opzioni binarie grazia a video-tutorial, webinar, Ebook e analisi per trade di ogni livello.

Ulteriori punti di forza

:

interessi sui fondi (rendimenti mensili che vanno dal 3,5% al 6%)
conto demo gratuito
analisi giornaliere
grafici professionali
possibilità di accedere a news aggiornatissime attraverso l’utilizzo dei social media e di YouTube
assistenza al trading via live chat

Clicca qui per aprire subito il tuo conto gratis con OptionWeb

I principianti possono investire in Borsa

Penso che ti sarai domandato se anche i principianti possono investire in Borsa.

Ebbene si, perchè prima o poi si deve iniziare e l’importante è iniziare bene e con consapevolezza che investire in Borsa non è un gioco al lotto. Bisogna avere la coscienza di ciò che si sta iniziando a fare e come tutte le cose, bisogna avere un minimo di preparazione e testa sulle spalle.
Innanzitutto, penso che sia utile spiegarti cosa significa investire in Borsa. Giocare in Borsa significa negoziare; si tratta di un grande mercato dove puoi comprare degli strumenti finanziari come titoli, azioni, valute, indici, materie prime. Anche se viene usato il termine gioco, non lo è affatto, ma lo si usa perché ogni trader sfida se stesso e gli altri per dimostrare le sue capacità.

Vi sembra incredibile che i principianti possono investire in Borsa
, ma non lo è. Inizialmente potrete iniziare in modalità demo con soldi virtuali e continuare così fino a quando non vi sentirete pronti per scommettere con soldi veri.
Per chi sta iniziando adesso questa avventura del trading on line, il consiglio da parte nostra è di iniziare con le opzioni binarie poiché sono uno strumento semplice e chiaro adatto ai traders principianti e con i quali puoi avventurarti pur non avendo grande disponibilità monetaria. Anche con soli 250 euro puoi iniziare.

I principianti possono investire in Borsa senza essere particolarmente qualificati. E’ importante affidarsi ad una piattaforma seria che fornisca tutte le informazioni per poter iniziare bene e dia i chiarimenti che sciolgano qualunque dubbio. Quelle che ti ho elencato sono fra le più apprezzate al mondo, per serietà e chiarezza. Inoltre forniscono ai loro utenti materiale didattico gratuito.

Partendo da zero, i principianti possono investire in Borsa ed iniziare a guadagnare. L’importante è restare sempre lucidi e non farsi prendere la mano. Bisogna sempre tenersi informati e studiare. Sul web ci sono sempre delle promozioni offerte dalle diverse piattaforme di trading.
Per la negoziazione on line si può iniziare con i CFD o Contrasts for Difference che consentono di effettuare le operazioni in tempi rapidi con i sistemi automatizzati dei broker online. I principianti possono investire in Borsa anche attraverso le opzioni binarie, che sono lo strumento più semplice ed immediato che permettono di guadagnare online sui movimenti di Borsa e del Forex. Solamente facendo un pronostico su rialzi e ribassi delle coppie valutarie è possibile ottenere dei profitti rapidi.

Se sei un principiante e pensi di iniziare a provare il trading con opzioni binarie, ti menziono alcuni buoni motivi per farti capire che questo è il primo passo da fare:

  • Se non hai tanta disponibilità monetaria, puoi iniziare con le opzioni binarie perchè ti permettono di investire piccole cifre. La piattaforma da te scelta non richiede grosse cifre e inoltre offre anche un bonus di benvenuto che ti permette di incrementare il tuo capitale iniziale.
  • Con le opzioni binarie puoi conoscere in anticipo l’importo investito ed anche l’eventuale vincita.
  • Puntando sia al rialzo che al ribasso, hai la possibilità di fare il tuo primo investimento.
  • Per farti comprendere meglio, è sufficiente decidere se il prezzo del titolo salirà o scenderà rispetto alla soglia prestabilita alla scadenza prefissata.
  • Ogni investimento da fare richiede una cifra che è sempre modesta.
  • Quando devi decidere la piattaforma a cui affidarti, scegli tra quelle autorizzate dalla CONSOB.

Che cosa resta dell’Expo?

L’Expo ha riscosso un grandissimo successo, Milano è stata al centro del mondo, ma dobbiamo fare in modo che l’Italia non venga dimenticata quando tutto questo sarà finito.
Gianfelice Rocca, il presidente di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza, ha definito la città di Milano “città Steam” dove convergono scienza, tecnologia, arte manufacturing.

Nell’assemblea di oggi ha voluto festeggiare la fusione tra Assolombarda e Confindustria Monza e Brianza
, la piu’ antica associazione industriale italiana. “Insieme rappresentiamo il 54% del valore aggiunto della Lombardia e il 12% di quello italiano. Soprattutto con la nostra fusione si rafforza la rappresentanza della grande tradizione manifatturiera e artigiana di questa grande area metropolitana”.
In un incontro a Expo, seguito da ben quattro ministri (Padoan, Martina, Giannini e Poletti) e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha provato a coinvolgere la politica per consentire alle imprese italiane di competere ad armi pari con i concorrenti.

«Dobbiamo fare l’impossibile perché il successo di Expo diventi un successo permanente perché nel mondo saremo giudicati più per il dopo che non per l’esposizione stessa». È questo il messaggio che Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda Confindustria Milano, Monza e Brianza., ha rivolto ai partecipanti dell’assemblea annuale che si è tenuta all’esposizione universale di Rho Fiera alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan e del governatore della Regione Lombardia Roberto Maroni.

Nei primi mesi del 2015 si è registrato un saldo attivo delle nuove imprese nate su quelle cessate e una ripresa dell’occupazione con 4milioni e 250mila occupati. Questi dati fanno ben sperare per una ripresa economica della regione Lombardia.

Il presidente di Assolombarda ha spiegato la rivisitazione dell’acronimo Steam che definirà la rinascita di Milano. «I vincitori del futuro saranno quelli dominanti nelle aree Steam, cioè Science Technology Engineering Art and Mathematics. Noi abbiamo creato un diverso acronimo Steam (vapore) che vuole sottolineare il grande potenziale in un’area come questa della collaborazione fra la esse di scienza e la ti di tecnologia con la a di arte, ovvero creatività, design, moda, artigianato e la emme di manufacturing». È questa l’evoluzione coerente che Rocca vede per la città e il territorio perché lungo questo asse si può generare un maggior valore aggiunto fra i 17 e 24 miliardi di euro, con forti impatti positivi sul lavoro e sulle imprese.

“Noi – spiega – lavoreremo per catalizzare questa domanda, ma ora occorre uno sforzo congiunto di Regione, Comune e Governo, un dialogo trasparente per definire una governance, un management e un business plan con un preciso cronoprogramma. Perché a dispetto dei problemi, dei limiti, della tanta strada ancora da compiere, Milano – conclude Rocca – è comunque il luogo “where to be”.
Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, ha parlato della straordinaria esperienza di Expo a Milano, che ha dato maggiore carica e consapevolezza di quanto gli italiani valgano nell’intraprendere iniziative imprenditoriali. E’ questa la vera eredità: la certezza di potercela fare e di rimettersi sempre in gioco.

«L’Italia è un posto fantastico per lavorare e investire – ha concluso il ministro Padoan – in un quadro internazionale di chiaroscuro. Riforme strutturali, taglio delle tasse per le imprese e più reddito per le famiglie innescano un circolo virtuoso di fiducia che è il singolo fattore più importante».

Manovra economica: luci e ombre

Qualunque manova che può apparire positiva, si trasforma in nuove tasse per i poveri. L’Italia è una nazione con sempre maggiori disuguaglianze fra i cittadini e i poveri divengono sempre più poveri. Gli italiani hanno sempre più sfiducia nei confronti di questo Governo che ogni giorno ne inventa una nuova.

Il Governo ha presentato il ddl S2111 (stabilità 2016), per continuare nella distruzione dell’economia italiana.
I tagli sull’acquisto di beni e servizi della Pubblica Amministrazione, fanno aumentare i disoccupati, ora arrivati a sei milioni. Anche le continue modifiche alle stesse leggi sono un metodo sicuro. Lo sa bene la filiera del taglio Napolitano/ Berlusconi/ Monti/ Letta/ Renzi/ Pd/ Mattarella. Gli italiani non ne possono più.

Tutti i trattamenti di favore concessi a chi lavora, si tramutano in maggiori oneri che devono affrontare coloro che non hanno neanche un lavoro e le odiose clausole di salvaguardia dell’articolo 3. Le agevolazioni fiscali e gli sgravi contributivi sono un’erogazione di denaro pubblico, sono mance per accattivarsi i voti nelle elezioni, sono insomma potenti mezzi di corruzione provenienti dal Governo. Le imposte sul risparmio privato già aumentate al 26% garantiscono la distruzione della fiducia. Gli italiani ce la mettono tutta per fare quadrare il bilancio, ma ci sono sempre delle novità che non fanno che aumentare la loro sfiducia nei confronti dello Stato.

La finanza, invece, è la linfa che crea i posti di lavoro. Gli imprenditori e i professionisti, che producono il reddito, sono l’unica fonte di risorse per lo Stato. Essi devono essere sollevati da tutte le punizioni, volute dal potere del governo, origine di ricatti, omertà e corruzioni. E’ sufficiente un solo provvedimento liberatorio con questo contenuto.

I pubblici amministratori non possono ricoprire la stessa carica per più di 2 mandati.
Per tutte le cariche politiche nazionali, regionali e amministrative, il sistema elettorale è proporzionale.
I sindaci e i presidenti di enti e amministrazioni pubbliche, sono scelti dai consigli.
I dipendenti pubblici sono assunti solo con contratto di lavoro a termine.
Sono ammessi i pagamenti in contanti per qualsiasi cifra.

Nell’unico contratto di lavoro i singoli scelgono liberamente le clausole.
Sono abrogate le leggi che: Infliggono sanzioni amministrative e penali nelle materie: fiscale, ambientale, di sicurezza e della concorrenza, limitano la libertà di costruire infrastrutture, concedono agevolazioni alle imprese, alle professioni, alle persone fisiche e agli enti, a carico dello Stato, delle Regioni, delle Province, dei Comuni e di qualunque altro Ente, siano esse di carattere tributario, previdenziale o contributivo.
Alle persone fisiche, di cittadinanza italiana, è riconosciuto il diritto alla disponibilità di un minimo vitale, sulla base della dichiarazione dei redditi.

In tutte le società, la responsabilità dei soci è limitata.
Non sono imponibili le perdite e gli utili ottenuti con titoli trattati in borsa.
I rifiuti devono essere smaltiti tramite inceneritori.
Nelle cooperative i consiglieri non possono ricoprire la carica per più di un mandato.
Le cooperative che controllano una società di capitali, si trasformano in SPA.

Il Governo gioca pesante per fare cassa

Nella nuova Legge di Stabilità il governo ha inserito il bando per 22 mila sale giochi. La parola “scommesse” trova spazio solo sulle agenzie di stampa, e annega nelle cronache, fino a scomparire. Quanto al termine specifico, “azzardo”, sembra essere diventato inesistente.
Si vuole usare il termine di GIOCO per parlare di gioco d’azzardo.
Ma l’azzardo non è mai un gioco, avvelena, massacra e usura la vita di persone, famiglie e imprese.
Eppure la notizia era stata in qualche modo anticipata. Gli inquirenti antimafia calabresi, nel luglio scorso, avevano portato alla luce i piani con cui i capi della ’ndrangheta, già presenti nel settore, come altri malavitosi d’ogni affiliazione , pregustavano un prossimo bando statale, preparandosi a occupare un altro pezzo di “azzardo legale”.

I danni dell’azzardo sono visibili, sempre di più, e in modo sempre più duro e triste. I media e la buro-politica hanno il potere di dire basta.
Che razza di Stato è quello che premia al Quirinale l’uomo che più combatte i giochi d’azzardo e subito dopo spalanca la porta a 22.000 nuovi «punti gioco» destinati a rovinare altre centinaia di migliaia di italiani ?
«Basta, basta, basta! Non ne possiamo più di queste ipocrisie!», tuona don Luigi Ciotti e ha ragione; serve urgentemente una regolamentazione del settore per ridurre il gioco e combattere l’illegalità». Due anni fa’ Matteo Renzi firmò’ la proposta di legge di iniziativa popolare dell’Idv contro lo «Stato biscazziere». Bacchettò i parlamentari pd che avevano votato un emendamento che puniva i Comuni i quali, frenando il dilagare delle slot machine, avevano rinunciato agli incassi del gioco d’azzardo.

Don Ciotti dice di no: «È inaccettabile che di qua si denunci la crescita delle ludopatie e di là si continui a spingere il gioco. È una ipocrisia. E lo sanno». Il primo a dargli ragione, per paradosso, è il sito del ministero della Salute dove si legge, testuale: «La ludopatia non è solo un fenomeno sociale, ma è una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse». Di più: «La ludopatia può portare a rovesci finanziari, alla compromissione dei rapporti e al divorzio, alla perdita del lavoro, allo sviluppo di dipendenza da droghe o da alcol fino al suicidio».

Gli italiani, che giocavano 4 miliardi nel 2000, ne hanno giocati l’anno scorso «legalmente» 84,5. Vale a dire oltre un decimo della spesa complessiva delle famiglie, pari a circa 800 miliardi. E va già un po’ meglio che nel 2012, quando la crisi spinse i giocatori a puntare quattro miliardi in più.
E’ un controsenso pensare che le campagne pubblicitarie che dissuadono dalla dipendenza dal gioco ci martellano ogni giorno e poi si utilizzano queste attività per pareggiare i conti economici.
Porta alla perdita del lavoro, al divorzio, al suicidio, all’alcolismo e alla dipendenza da droghe, senza togliere la violenza sulle compagne e sui figli. La disperazione per la perdita dei soldi giocati porta l’individuo a derubare la propria famiglia.

Conviene davvero investire sui mercati azionari?

Tra tutti i mercati finanziari esistenti (forex, azioni, materie prime, bitcoin, obbligazioni), le azioni sono sicuramente quelle che attirano di più i trader, soprattutto i principianti. Il forex forse può attirare per il suo alone misterioso ma alla fine investire in azioni è qualcosa di più semplice. Dopo tutto fin da piccoli sentiamo parlare al tg di borsa valori, di azioni, ecc,,,

Chiediamoci, quindi, se davvero conviene investire in azioni. La risposta è che dipende da che cosa si intende per investire in azioni. Se pensiamo che investire in azioni significa semplicemente comprare azioni, siamo lontanissimi dalla possibilità di guadagnare. Coloro che pensano di investire in azioni e si limitano a comprare azioni di solito buttano i loro soldi direttamente dalla finestra.

Perché?

Per due motivi principali. Da una parte le piattaforme di trading online che consentono di comprare azioni sono piattaforme che applicano commissioni esose sull’eseguito. Anche se possono disporre dell’autorizzazione ad operare da parte di CONSOB, le commissioni sull’eseguito sono una vera e propria truffa legalizzata e molti principianti del trading si fanno spennare vivi da questo tipo di commissioni.

Le piattaforme di trading devono guadagnare, è ovvio e giusto, ma l’unico modo legittimo per farlo (senza danneggiare i trader) è costituito dagli spread, cioè dalle piccole differenze tra il prezzo a cui è possibile comprare e quello a cui è possibile vendere. Qualunque altro modo per fare soldi, commissioni sull’eseguito o costi fissi, è un modo assolutamente poco conveniente per il trader. La parola truffa legalizzata è più che adeguata per descrivere questa situazione.

C’è anche un altro motivo per cui comprare azioni non conviene mai, almeno ai piccoli investitori. Se compro un’azione guadagno quando il prezzo sale ma quando scende non posso far altro che incassare le perdite. Al massimo posso vendere se voglio limitare le perdite ma comunque devo mettere una croce sopra ai miei soldi.

Il modo giusto per investire in azioni è utilizzare i derivati. Se utilizzo i derivati guadagno sempre, sia quando il mercato sale sia quando scende. Ed è questo che conta quando si fa trading online, guadagnare il più possibile.

Certo il business delle commissioni sull’eseguito è grasso ed è in mano a poteri forti, quindi i mezzi di comunicazione di massa continuano a propagandare l’idea che investire in azioni significa comprare azioni. Il fatto che poi questa idea comporti perdite catastrofiche per coloro che la seguono interessa poco. Anzi, sono proprio queste perdite che mantengono in piedi il carrozzone.

Sarebbe così semplice scegliere di investire in azioni con opzioni binarie o contratti per differenza, perché nessuno te lo ha mai detto? Prova a darti una risposta. E ricordati che a pensare male si fa peccato ma si indovina sempre.

Forex trading

Il forex trading consiste nel fare soldi in maniera intelligente sfruttando le naturali oscillazioni dei mercati valutari. Fare forex trading è un modo rapido e sicuro per guadagnare oppure è una truffa legalizzata come dice qualcuno? Probabilmente, come spiega ForexItalia24, portale di riferimento in Italia per il forex trading, non è nè l’una nè l’altra cosa. E’ vero, ci sono persone che insistono sul fatto che il forex trading sia una truffa ma l’espressione è nelle migliori delle ipotesi un’inutile generalizzazione. Le truffe nel forex esistono, non possiamo certo negarle, e sono anche dolorose da sopportare. Tuttavia è molto facile scoprirle ed evitarle, basta stare attenti al momento della scelta del broker. Anche l’opinione secondo cui il forex trading è un modo per fare soldi non è così condivisibile: è vero che con il trading valutario si può guadagnare molto, questo non è possibile negarlo neanche volendolo. Ma facciamo un paragone: direste che l’operaio che va a lavorare tutte le mattine in fabbrica sta guadagnando soldi oppure direste che sta lavorando? Ovviamente che va a lavorare, il fatto che guadagna dei soldi è un corollario. Quando si parla di forex pare invece che il trader passi il tempo a incassare dei soldi. Non è così, purtroppo. Il trader forex passa il suo tempo studiando, analizzando, operando sui mercati finanziari.

Forex trading cos’è

A questo punto è meglio fare chiarezza definitivamente: che cosa è il forex trading? Di base si tratta di un commercio valutario, svolto con l’obiettivo di guadagnare dall’oscillazione delle valute. Il valore relativo delle valute cambia ogni secondo per le ragioni più varie, rispettando quella che è la legge fondamentale in economia e cioè la legge della domanda e dell’offerta. In pratica, se c’è domanda di una valuta rispetto ad un’altra, questa si apprezza. Senza entrare troppo nella teoria economica, analizziamo il forex trading con un esempio pratico. Prendiamo in considerazione le due valute più importanti del forex, il dollaro e l’euro. Se possiedo euro e penso che il dollaro si rafforzerà posso fare la seguente manovra:

  1. Vendere i miei euro e procurarmi dollari
  2. Quando il dollaro raggiunge il suo massimo, vendo dollari e ricompro euro

Alla fine mi ritrovo con una somma (in euro) più elevata di quella che avevo, magari pochi secondi prima. Decisamente un buon affare. E’ un esempio banale, perché di solito si opera con strumenti derivati ma il principio di fondo è questo.

Forex trading demo

Per chi volesse capire con un esempio ancora più concreto come funziona il forex trading, potrebbe aprire un conto su una piattaforma forex e provare una demo del forex trading. Un conto demo garantisce la possibilità di fare trading valutario senza rischi perché i soldi utilizzati sono virtuali. Si tratta però dell’unico elemento virtuale perché tutto il resto è reale: si utilizza la stessa piattaforma che si utilizza per fare trading con soldi veri, i movimenti del mercato sono quelli effettivi, ecc…

Utilizzare le demo non ha rischi di tipo economico ma probabilmente potrebbe comportare un rischio di tipo psicologico
. Quello che può succedere, infatti, è che ci si abitui a considerare il forex trading come qualcosa esente da rischi. Sappiamo bene, invece, che il trading è rischioso e che i rischi vanno sempre controllati. Per questo motivo il consiglio è quello di non esagerare con le demo, poche ore vanno bene prima di passare a operare con i soldi veri, di più è pericoloso.

Forex trading automatico

Gli italiani, lo sappiamo, sono sempre alla ricerca di scorciatoie per arrivare prima ai soldi. E nel forex trading si pensa che la scorciatoia migliore sia fare forex trading automatico. E’ vero questo? E’ possibile fare soldi facendo trading in modo completamente automatico? La risposta è che dipende dalla situazione, dal metodo usato e soprattutto dipende dal trader. Ebbene sì, anche quando si fa trading in automatico sul mercato forex la responsabilità è sempre e comunque del trader che deve operare con intelligenza. Questo sui forum non lo scrivono ma anche per il trading automatico devi usare la testa.

Facciamo un esempio concreto di trading forex automatico, il social trading di eToro. In questo caso si guadagna copiando dei trader più bravi. A parole, tutto automatico. Ma nei fatti? Nei fatti bisogna cercare attentamente quelli che sono i migliori trader, verificare le loro performance e capire se fanno davvero guadagnare oppure no. Ma non è un lavoro da una botta e via: chi fa social trading deve controllare tutti i giorni i risultati dei vari trader che sta copiando per evitare di trovare brutte sorprese. Niente è sicuro nella vita e un trader che è sempre stato bravo potrebbe, anche di colpo, iniziare a guadagnare meno. Solo accorgendosi in tempo del problema è possibile evitare delle pericolose e dolorose perdite.

Forex trading: soldi o rischio?

Il forex trading è un modo per fare soldi facili come si dice? Oppure il rischio è così elevato che non vale la pena rischiare? Allora, cominciamo con il dire che nella vita senza rischio non si ottiene proprio nulla. E’ una verità che probabilmente molti già conoscono. Tuttavia prima di buttarci a capo chino in ogni sorta di impresa pericolosa, dobbiamo imparare a distinguere rischi da rischi.

Prendiamo il forex (visto che il sito è dedicato al trading online e alle notizie finanziarie). Ebbene, nel forex possiamo sicuramente dire che c’è un rischio di mercato, dovuto alle imprevedibili oscillazioni di mercato. Questo tipo di rischio è assolutamente ineliminabile. Chi sceglie di fare forex trading deve assumersi il rischio di trading e soprattutto lo deve controllare. Senza controllare il rischio si commette un vero e proprio suicidio finanziario. Esistono però altri tipi di rischio che si possono controllare facilmente. Pensiamo al rischio connesso alla scelta del forex broker. Chi sceglie un broker sicuro, affidabile, autorizzato e regolamentato CONSOB ha la certezza che i suoi soldi sono assolutamente al sicuro, che potrà prelevarli come e quando crede senza nessun tipo di perdita di tempo o di formalità.

Chi invece affida i propri soldi ad un broker che non è autorizzato e regolamentato non corre il rischio ma ha la certezza che qualche tipo di problema accadrà
. La cosa peggiore è che si tratta di un rischio così facilmente eliminabile che è davvero poco intelligente fare una scelta di questo tipo. Molti neofiti, purtroppo, hanno intenzione di fare trading (cosa lodevole) ma si affidano al primo broker di cui incontrano la pubblicità, magari su Repubblica.it

Ma come si fa a controllare i rischi del forex? Esistono dei metodi molto semplice, veramente alla portata di tutti, che garantiscono la possibilità di tenere sempre sotto controllo i rischi del trading, garantendo quindi la possibilità di guadagnare con un rischio veramente limitato. Il primo trucco per controllare il rischio è fare money management. Se faccio money management, sicuramente investo solo una piccolissima parte del mio capitale complessivo. Se l’operazione va male, le perdite sono limitatissime. Facendo più operazioni, ovviamente con strategie ottimali, il numero di operazioni in profitto sarà sicuramente largamente superiore al numero di operazioni in perdita.

Un altro trucco che aiuta a limitare le perdite è quello di fissare stop loss: in questo caso si dice automaticamente al sistema di chiudere la posizione quando il livello di perdite supera un determinato livello. Fissare correttamente lo stop loss richiede sempre un minimo di razionicio. Se lo stop loss è fissato in maniera troppo stretta, si rischia di chiudere operazioni alla minima oscillazione del mercato, rinunciando a profitti anche molto elevati. Se invece lo stop loss è fissato in maniera troppo ampia, si rischia di doversi assumere delle perdite elevate.

Insomma, chi vuole guadagnare soldi con il forex trading deve saper assumersi i suoi rischi, deve ragionare e soprattutto deve stare attento alla piattaforma di trading che utilizza. Difficile a dirsi, molto più facile a farsi, soprattutto qunado si accumula un minimo di esperienza!

Valutare un forex broker

Non sempre al momento della scelta del forex broker si fanno scelte felici. Può capitare infatti che si scelga un broker poco serio o poco affidabile e il risultato, come si può immaginare molto facilmente, è che si perdono soldi. Spesso si pensa al forex come un modo per guadagnare soldi facili ma altrettanto spesso si rivela una trappola capace di distruggere i sogni di gloria finanziari di molti trader inesperti. Molti trader, in effetti, si pensano già come una copia in piccolo del Lupo di Wall Street, si immaginano circondati di splendide donne in luoghi lussuosi ma magari hanno aperto il loro conto di trading presso un broker disonesto e quindi perdono tutto in pochissimo tempo. Dal punto di vista economico, in effetti, non è che si tratta di una grande perdita. Alla fine di solito si inizia a operare sul forex con poche centinaia di euro (o anche meno). Quello che questi trader principianti perdono è la fiducia nel poter guadagnare soldi con i mercati finanziari. E questo, probabilmente, vale di più dei soldi.

Ma allora come si fa a valutare un buon broker
per forex trading? Un primo trucco può essere partire da una buona classifica dei migliori forex broker. Un consiglio è quello di partire da www.forexbroker-it.com, una delle migliori classifiche per broker che abbia mai trovato su internet.

Ma questo è solo il punto di partenza: una volta trovati quali sono i migliori broker bisogna scoprire anche quello che fa per noi. E non sempre è il primo in classifica. Molto spesso le classifiche sono soggettive perché costruite secondo le preferenze dell’esperto che le ha redatte. La maggior parte degli esperti fa anche trading online, quindi tenderà a premiare soprattutto i broker che gli piacciono personalmente come trader, che usa e che lo hanno fatto guadagnare. Ma non è detto che questi broker siano anche i migliori per te.

Devi quindi valutare accuratamente tutti i broker presenti in classifica, magari leggere le recensioni che di solito accompagnano la classifica. E non è finita qui: per valutare un forex broker è spesso necessario provare direttamente, fare trading, magari anche solo con un conto demo. Una volta convinti che il broker può essere di buona qualità, è possibile pensare di cominciare a operare con soldi veri. Ma attenzione, la fase di valutazione di un forex broker non finisce praticamente mai. All’inizio è opportuno cominciare con qualche spicciolo, ad esempio aprire un conto con soli 250 euro che spesso è il deposito minimo di molti broker. Solo dopo una prova positiva (da concludere preferibilmente con il prelevamento dei profitti ottenuti) si può passare a depositare cifre maggiori. Ma il processo di valutazione di un forex broker non finisce mai perché le cose possono sempre cambiare, può sempre succedere che un broker che ci sembrava di elevata qualità cambi completamente politiche. Mai abbassare la guardia e mai cedere ai sentimentalismi: se un broker che ha sempre funzionato smette di farlo, meglio cambiare subito senza perdere tempo e soldi. Ci sono molti broker di qualità per operare sul forex!

Perché i mercati finanziari stanno crollando?

Questo lunedì appena passato è stata la riprova che ci troviamo in un turbinio di fattori. Lo avevamo detto che l’ultima settimana di Agosto sarebbe stata molto più volatile anche del terremoto che ci fu sui mercati finanziari durante la svalutazione dello Yen, ma mai ce lo saremmo aspettato di vedere cross come USD/JPY fare 5-600 pips in un minuto, e 1000 in 2 giorni. Sono dei valori che vanno al di là del normale trading, e nemmeno i traders più navigati avevano visto delle manovre del genere sui mercati.

Resta il fatto che se avete seguito i nostri consigli settimana per settimana, non siete di sicuro stati colti di sorpresa. Molti sono stati però colti di sorpresa, ed è necessario fare quindi un punto della situazione, risolvendo tutti i punti interrogativi di questa crisi grandissima.

L’IFO Business Climate
è ormai alle porte, e sarà un indicatore importantissimo per determinare se assisteremo o meno ad una caduta ancora più profonda da parte della Cina, che sta attraversando la più grande crisi di tutta la sua storia.

Ecco quindi, le cause del crollo in corso dei mercati azionari.

Azionario Cinese

La negatività nei mercati Cinesi ha portato il più grande movimento ribassista mai visto in Cina. Soltanto nelle ultime 6 giornate, l’azionari oCinese è crollato del 20%, alimentando il panico e la volatilità. Le azioni in Europa e nel Nord America ne hanno risentito, con lo S&P500 che è caduto del 15% dai suoi recenti picchi di Luglio. Il Dollaro è stato messo sotto pressione e i traders vedono sempre più l’innalzamento dei tassi come un miraggio.

Federal Reserve

A proposito di innalzamento tassi, anche questo è un fattore principale che sta decretando il crollo dei mercati. Le chance si sono infatti ridotte al 10%. Basta vedere come stanno andando i bond decennali per capire che ormai non ci sarà nessun innalzamento dei tassi:

usa

Grecia e Germania

Ormai ci siamo messi alle spalle il Grexit, ma Tsipras e il suo tentativo di vincere nuovamente le elezioni per aumentare il suo potere è una minaccia secondo i più. Molti investitori sono preoccupati del fatto che in caso di vittoria potrebbe esserci una nuova spaccatura con l’eurozona.

La crisi Cinese sta dando molti problemi all’economia tedesca, e molto probabilmente presto le nazioni europee andranno da Draghi per richiedere supporto all’economia.